Archivio mensile:marzo 2019

Tulipark

Contrassegnato da tag , , ,

Cliente ingrato part.2

PARTE 2 – OTELLO

Otello aveva un buco a San Lorenzo e vendeva solo cose caserecce, almeno questo era quello che ripeteva sempre. Il pane? Casereccio. La cicoria? Casereccia, ma casereccio pure il vino, l’acqua e i taralli preconfezionati, casereccia pure la mozzarella, il salame e la bevanda all’aloe di cui mi sono ingozzato per un anno intero. Già perchè fu Otello, con il suo alimentari casereccio, a crescermi per un intero anno di master; credo di non aver saltato una pausa pranzo e più di una volta penso di averci anche cenato. Mi sembrava veramente l’archetipo dell’onesto commerciante che fa buon viso a cattiva sorte e lavora come un mulo per tirare a campare onestamente.

Non riusciva a trovare un suo pubblico. Non era la drogheria sotto casa, non era un posto per andare a mangiare fuori la sera, funzionava solo nelle pause pranzo, ma non sempre, solo quando intercettava i lavoratori di Termini e i loro buoni pasto. Gli studenti della Sapienza non ci entravano neanche per caso, pizza e kebab battevano panino casereccio anche a parità di prezzo, maledetta gioventù!

Aveva anche inventato una formula tutta sua per sfruttare il passaggio che si creava davanti al negozio, durante l’ora dell’aperitivo, allestendo un tavolino con delle sedie in un mini cortile interno, con le pareti in cemento, che aveva nel retrobottega. Ma non funzionava.

Con me però funzionava, eccome se funzionava; almeno per quell’anno. A volte ci andavo anche solo per comprare il pane, ma riusciva sempre a farmi uscire con tre bottiglie di vino d’uva casareccia, una forma di cacio cavallo casereccio delle sue parti, ignoravo che a Settecamini si facesse il formaggio, e qualche affettato random tagliato spesso, perché gli affettati caserecci vanno tagliati spessi. Poi ho smesso, senza un motivo e forse anche per questo mi sono sentito in colpa e ho continuato a passare anche solo per un saluto volante, che inevitabilmente si traduceva in una mini spesa insensata di prodotti caserecci. Fino al giorno in cui trovai al suo posto un ristorante cinese, specialità da asporto.