34. Ludovica

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

essere-diversi

Ludovica, semplicemente diversa

Non è semplice essere diversa. Ci vuole tutta una personalità di cui andare sicuri per rendersi differenti dalla massa. Ludovica ci provò comunque. Si tagliò i capelli quando andavano lunghi, se li tinse di rosa, abbandonò la ceretta e tutti quegli orpelli da donne, si addobbò di piercing, si vestì completamente di tatuaggi, si allargò così tanto i lobi delle orecchie che senza dilatatore sembravano due tette avvizzite, si fece ingiallire i denti come segno di protesta verso qualcuno di cui nessuno sapeva niente. Solo che la massa si contrae, accoglie e respinge come un buco di culo e si fa presto a fare la fine degli stronzi. Si ritrovò sola, respinta da tutti, ma senza la voglia di cambiare, di uniformarsi per piacere. Decise di mettersi sotto al sole e di lasciarsi sciogliere, perché va bene morire, ma non come tutti.

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