Archivio mensile:agosto 2017

35. Filippo

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

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Filippo, lo scettico goloso

Il troppo stroppia, mi dicevano, ma non ci credevo. Continuavano a ripetere che gli adagi popolari hanno un fondo di verità e che preso in dosi eccessive anche l’antidoto può diventare veleno, ma a me non andava giù. E allora mi comprai l’unica cosa di cui ero sicuro di potermi ingozzare, presi gli orsetti di gomma, ne presi tanti, troppi. Andai a casa, mi misi a sedere su una sedia del tavolo in cucina e iniziai a mangiarne uno dopo l’altro, non finivo di masticare il primo che iniziavo già con quello successivo, pescato alla cieca dentro l’insalatiera in cui li avevo riversati. Iniziai a sentirmi male che non si vedeva ancora il fondo, ma continuai per orgoglio, poi vomitai e mi sembrò che il peggio fosse passato, ma quando vomitai per l’ennesima volta capii che qualcosa stava andando storto. Mi ricordo di essermi chiuso in bagno, seduto al buio sulla tazza, tiravo lo sciacquone in maniera ossessiva, poi è come se in quell’acqua mi ci fosse finito anche il cervello.

 

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34. Ludovica

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

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Ludovica, semplicemente diversa

Non è semplice essere diversa. Ci vuole tutta una personalità di cui andare sicuri per rendersi differenti dalla massa. Ludovica ci provò comunque. Si tagliò i capelli quando andavano lunghi, se li tinse di rosa, abbandonò la ceretta e tutti quegli orpelli da donne, si addobbò di piercing, si vestì completamente di tatuaggi, si allargò così tanto i lobi delle orecchie che senza dilatatore sembravano due tette avvizzite, si fece ingiallire i denti come segno di protesta verso qualcuno di cui nessuno sapeva niente. Solo che la massa si contrae, accoglie e respinge come un buco di culo e si fa presto a fare la fine degli stronzi. Si ritrovò sola, respinta da tutti, ma senza la voglia di cambiare, di uniformarsi per piacere. Decise di mettersi sotto al sole e di lasciarsi sciogliere, perché va bene morire, ma non come tutti.

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33. Edoardo

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

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Edoardo, l’egoico

Forse per noia, forse per riempire un vuoto, decise di prendersi un impegno: scrivere ogni settimana un piccolo racconto.

 

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32. Gianna

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

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Gianna, passeggera disponibile

In attesa di decollare stavo leggendo un romanzo preso a sconto seduta al 30 D, quando mi sentii picchiettare sulla spalla.

– Sì?

– Scusi le dispiace se facciamo a cambio di posto? Vorrei stare vicino ai miei figli

– Che posto ha?

– 1A

Pensai che in prima fila si possono stendere le gambe e questo mi bastò per accettare. E poi avevamo già 35 minuti di ritardo per colpa di una riccia che si rifiutava di far imbarcare la sua valigia, nonostante non entrasse nella cappelliera, con tragedia annessa. Mi ringraziò stupidamente una decina di volte prima che potessi sedermi nuovamente.

Mai avrei pensato che quell’aereo si sarebbe schiantato poco dopo e che a salvarsi sarebbero stati tutti quelli seduti in coda.

 

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