30. Asan

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

aereo-cielo

Asan, passeggero

Valigie piccole, cibo scadente e sedili stretti e la chiamano modernità. Il futuro di massa è a misura di povero, ma sognano tutti la prima classe. Mi trovavo a pregare con il gomito di un infedele conficcato nelle costole, come si fa a concentrarsi sul martirio quando devi combattere con gli avambracci per un posto sul bracciolo?

– Signore vuole partecipare alla nostra lotteria?

– No, grazie

– Oggi abbiamo una super offerta, 5 biglietti a soli 10 euro.

– No, grazie

– Neanche se le dico che è per beneficenza?

– Beneficenza a chi?

– Ai bambini dell’ospedale Tecnoipermoderno della santa Maria Addolorata

– No, grazie

– Le posso offrire un cocktail a 9 euro?

– Lei ha un concetto strano della parola offrire…comunque sono astemio

– Astemio, siete rimasti in pochi. Sareste da sposare!

Non era quello il momento, ma in quel pozzo del peccato abitato dai vizi non avrei resistito oltre.

La guardai dritta negli occhi mentre mi alzavo cercando di rimanere in piedi in quel pertugio che divideva le file dei sedili, poi la abbracciai e mi feci esplodere in un tripudio di snack salati e dolci.

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