24. Mattia

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

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Mattia, il vento dei treni

Le difficoltà, come gli impegni, vanno affrontate una alla volta, altrimenti rischiano di sommergerci. Però a 15 anni le priorità sono sballate e tutto assume un peso specifico diverso e così Mattia aveva preso l’abitudine di andare a vedere passare i treni, seduto sulla banchina della stazione, dietro casa sua. Non quei lenti e goffi mufloni da rotaia dei regionali, guardava passare i levrieri dell’alta velocità, che passano senza fermarsi, puntando dritti verso Milano o Napoli. Gli piaceva stare fermo sentendo come trasformavano l’aria in vento e in quel passaggio, a 250 chilometri orari, gli sembrava che volassero via anche tanti dei suoi pensieri inutili.

“A volte vorrei che i cattivi pensieri fossero post it. Potremmo attaccarli al finestrino di un treno e vederli partire” aveva scritto con un Uniposca bianco sulla panchina vicino al distributore.

Come spesso accade, la validità del rimedio è inversamente proporzionale alla frequenza del suo utilizzo e così giorno dopo giorno si avvicinava sempre di più alle rotaie.

Era stanco, era una sera di giugno colorata d’arancione, quando decise di tuffarsi oltre la linea gialla, sperando che un treno in corsa potesse portarlo lontano.

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