Liter of light – Intervista a Lorenzo Giorgi

Intervista a Lorenzo Giorgi, Project Manager Liter of Light Italia

Lorenzo Giorgi (a sinistra) e Illac Diaz, fondatore di Liter of Light

Lorenzo Giorgi (a sinistra) e Illac Diaz, fondatore di Liter of Light

1 – COME E’ NATO IL PROGETTO?

Nell’Aprile 2011, la ONG filippina My Shelter Foundation, guidata dall’architetto Illac Diaz, decise di utilizzare la tecnologia ideata dal brasiliano Alfredo Moser per fornire illuminazione alle slums delle Filippine, denominando il progetto Isang Litrong Liwanag (Liter of Light).

In seguito, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Santo Tomas, il prototipo bottle bulb“ viene potenziato: alle bottiglie riciclate, viene installato un pannello solare da 1W collegato ad un Led con la potenza di 1W ed un voltaggio di 3,2 V.

Nasce così il progetto Liter Of Light At Night, che in seguito si é diffuso in maniera quasi informale in 18 Paesi nel Mondo, soprattutto nel Sud, in quei paesi off-grid dove principalmente viene installato.

2 – QUANDO INVECE E’ NATO LITER OF LIGHT ITALIA?

Abbiamo cominciato a parlare di Liter of Light quasi un anno fa, il progetto ci piaceva, era interessante, ma tutti eravamo presi dai nostri lavori. Così piano piano abbiamo iniziato ad appassionarci a questa innovazione, e insieme allo studio di Architettura M3O di Firenze siamo stati selezionati all’interno degli eventi “collateral” della Biennale di Architettura di Venezia.
E’ arrivata l’estate e da lì ho cominciato a tessere rapporti sempre più stretti con il fondatore Illac Diaz, abbiamo trovato un gran feeling, una sintonia perfetta, l’energia che riesce a sprigionare quando lavora su questo progetto è incredibile, è contagiosa.
Erano i primi di Luglio quando mi ha detto, “Lorenzo sarebbe grandioso se tu portassi Liter of Light in Italia”, da quel momento abbiamo iniziato a studiare come promuovere questa stupenda tecnologia ed a settembre è nato ufficialmente LITER OF LIGHT ITALIA.

3 – QUAL’E’ L’OBIETTIVO E IN QUANTO TEMPO PENSATE DI RAGGIUNGERLO?

Liter of Light Italia é uno studio di progettazione e sviluppo – il primo, e al momento anche l’unico, in Europa – che ha come obiettivo particolare quello di implementare le installazioni di questa tecnologia in Africa. In Italia stiamo organizzando un tour che attraverserà le piazze delle maggiori città italiane e programmando una campagna nazionale con i nostri testimonial. Mentre, a livello globale, fino ad oggi sono state installate circa 400.000 luci, in diversi villaggi e paesi del mondo, questo grazie agli interventi di tutti i distretti di Liter of Light presenti nel mondo, l’obiettivo per il 2015 (Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce -IYL 2015) è di raggiungere 1 milione di lampade.

4 – COME SI PUO’ ADERIRE/CONTRIBUIRE ALL’ASSOCIAZIONE E DI CHE TIPO DI FIGURE AVETE BISOGNO?

Si può aderire e contribuire in molti modi, per prima cosa riflettendo sul fatto che quello che facciamo non é rivolto soltanto ai Paesi “lontani” ma a tutti noi. Il cielo, la terra e i mari sono spazi comuni, anche nostri, e dovremmo averne cura.
Stiamo cercando volontari che ci accompagnino e che vogliano aprire un gruppo di lavoro LITER OF LIGHT nella loro città.
Inoltre cerchiamo ingegneri elettronici e periti elettronici e delle telecomunicazioni per studiare e sviluppare una tecnologia sempre migliore, che possano anche seguirci quando facciamo la formazione, che sia in italia o in ambito internazionale.

5 – COME VIENE PERCEPITA L’IDEA DALLE AZIENDE ITALIANE?

Le aziende apprezzano questa idea sia perchè ha insite dentro di se le caratteristiche per essere davvero sostenibile nei paesi in via di sviluppo sia perchè anche in Italia le aziende stanno iniziando a sviluppare le loro politiche di social responsability, sono molto più attente alla tutela del territorio e alle tematiche sociali che riguardano l’inquinamento. In Italia siamo ancora lontani dalle strategie comunicative aziendali delle società estere, soprattutto americane, ma qualcosa si sta muovendo obiettivamente.

Uno studio dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) ha rilevato che le imprese che adottano e sposano la Green Economy hanno un incremento della produttività del 16% rispetto alla media.

Non importa quanto grande o piccolo sia il business; ci sono modi per bilanciare le iniziative di sostenibilità e social responsability senza frenare né dissestare i piani aziendali. Possiamo strutturare e pianificare un progetto ad hoc per ogni tipo di azienda, grande o piccola, sviluppando la sua immagine sociale e facendo sì che riesca a dare un contributo reale all’ambiente e alla nascita di nuove piccole imprese nei paesi del sud del mondo.
Ah dimenticavo, le aziende italiane spalancano sempre gli occhi quando scoprono che un’innovazione così importante è stata creata nel sud del mondo!

Edoardo Romagnoli

Contrassegnato da tag ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: