Profumo D’ottimismo

Per ragioni estranee alla mia volontà, ultimamente ho fatto il pieno di incontri elettorali. Questo è quello che ho capito:

1 – La vita del candidato è una vitaccia. Farsi ogni tappa è un errore madornale, tutte le tappe se le fanno solo: a) il candidato;  b) l’addetto stampa; c) l’autista e chi per lui;

Ed ognuno è provvisto del suo buon motivo per farlo. Basti pensare che le circoscrizioni per le europee, escluse le isole, sono composte da 4 o più regioni, dove il candidato viene sballottato, fra dibattiti, sagre, incontri e premiazioni in meno di un mese. Un copione molto più simile ad un canovaccio, ad uno spartito jazz e giù via, di platea in platea, improvvisando o personalizzando secondo la situazione e l’umore, dicendo in fondo le stesse cose;

2- E’ una campagna elettorale contro. Tutti d’accordo sul fatto che la Merkel sia UN problema.

Forza Italia è contro l’Europa ________________________________________ PIU’ ITALIA IN EUROPA, MENO EUROPA IN ITALIA

Il PD è contro chi è contro l’Europa____________________________________ CAMBIA VERSO

Lista Tsipras è un problema Europa è più un problema di priorità_______________ PRIMA LE PERSONE

Lega Nord è contro l’Euro___________________________________________ BASTA EURO

M5S è contro l’Euro, l’Europa e anche l’Italia non gli sta tanto a genio____________ ANDIAMO IN EUROPA PER CAMBIARE L’ITALIA

3- A parte qualche nome, sembrano essere finiti i tempi degli ex calciatori, ex veline, ex qualcosa che non c’entrava nulla con l’Europa;

PD

Insomma niente di diverso dalle altre elezioni europee, arrivano ogni cinque anni e ci trovano sempre impreparati. Quelli che hanno le soluzioni e i più critici in generale sono, spesso, coloro che hanno appena finito i cinque anni di quello che sperano possa essere solo il primo mandato; mentre gli entusiasti rimangono sempre quelli che sperano di entrarci per la prima volta, a molti neppure importa come e con chi.

Ad ogni elezione cerco un valido motivo per andare a votare ed uno ancor più valido per votare PD e ad ogni elezione diventa sempre più difficile.

L’ultima volta scrissi che avrei votato PD per fede e che alle primarie avrei votato per Bersani e così ho fatto, senza pentimenti.

Oggi il PD è un partito più forte, sia di quando Bersani uscì vittorioso dalle primarie per andare a “quasi vincere” alle elezioni, sia il giorno successivo alla vittoria di Renzi; molti dei protagonisti di quella “quasi vittoria”, volenti o nolenti, hanno dovuto lasciare la prima fila per accomodarsi in platea. Proprio mentre il partito cambiava faccia rafforzandosi, ad indebolirsi sono stati proprio loro, con il rischio, se non dominassero un’eventuale poco originale voglia di rivalsa, di far ricadere il centrosinistra nella solita spirale delle correnti.

Renzi per adesso continua a surfare l’onda che lo ha portato dalle primarie a Palazzo Chigi, grazie a quel misto fra l’entusiasmo e la sensazione di essere all’ultima spiaggia che domina l’elettorato. La sua è l’immagine di un vincente, complici anche un Berlusconi ai minimi storici oltre che ai servizi sociali e un Grillo che rischia di bruciare tutto il buono del Movimento in un’escalation di autoritarismo violento.

Renzi, anzi Matteo appare un vincente nonostante in una recente intervista a Giovanni Floris ammetta: “..fino a qui non ho meriti”, nonostante i primi cento giorni di governo stiano per finire con il solo risultato di aver venduto le auto blu e non tutte, perchè fino ad ora ci sono state le buone intenzioni e tanto ottimismo.

L’ottimismo è un concetto che il berlusconismo aveva fatto suo, spingendolo ai suoi limiti più ciechi, fino ad usarlo come strumento per negare la realtà. Credo che uno dei meriti di Matteo Renzi sia stato quello di aver sottratto all’egemonia del centrodestra il valore dell’ottimismo, pur avendolo dato in mano a gente come Farinetti.

Ecco perchè anche stavolta andrò a votare e voterò PD, nonostante un partito pieno di impresentabili, nonostante Genovese, i miliardi alle banche, i 101, il patto con Berlusconi, la ricomparsa del compagno G, nonostante stavolta non abbia neppure l’alibi del meno peggio.

E allora stavolta voterò per godermi questa nuova conquista del centrosinistra, voterò per ottimismo, pensando che gli impegni verranno mantenuti, che Shulz diventi presidente della commissione e che possa finalmente unire l’Europa, con una Costituzione e un esercito unico, e che Matteo non si rivelerà il solito politicante tutto chiacchiere, sperando che sia davvero la volta buona, confortato dal pensiero che lo farà anche Guccini.

 Edoardo Romagnoli

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