Archivio mensile:giugno 2013

Io mi innamoro sugli autobus

Ogni giorno in una delle città più belle del mondo migliaia di persone si accalcano dentro enormi bruchi metallici, esposti al caldo, al freddo e al taccheggio.

Costretti a darsi la caccia con lunghi appostamenti per trovare posto su uno dei pochi seggiolini, spesso griffati dall’ultimo artista adolescente dell’Uniposca, suscettibili ad ogni vibrazione del sanpietrino.

AutobusQuei posti così rari che una volta conquistati vengono difesi strenuamente, cosa che induce spesso l’avventore a fottersene alla grande di vecchi, bambini, donne incinta, mutilati di guerra e tutto quanto il papello delle regole non scritte per il quieto vivere.

Spesso si trovano a viaggiare in piedi o attaccati a improbabili anelli di gomma che, per agevolare il compito non si limitano ad essere fissi, ma scivolano amabilmente lungo il binario che li sostiene, per tutta la lunghezza dell’autobus.

Una piccola licenza ingegneristica di qualche fenomenale interior bus designer che, immedesimandosi nel viaggiatore tipo, ha pensato bene di fornirlo di una bella pista dove potesse librare fra un anello e l’altro come un Tarzan moderno. Lo immaginava così, in movimento, fra l’autista e il fondo del bus, un uomo eclettico, mobile, futuristico.

Immagino il rumore di tutti quei sogni infranti quando qualcuno gli avrà pur comunicato che anche gli altri viaggiatori avrebbero dovuto trovare posto, trasformando così un’esperienza quasi onirica, in un banale claustrofobico viaggio in autobus.

Eppure ogni giorno, migliaia di persone si affollano in urbani viaggi della speranza cercando di raggiungere un luogo di lavoro, di studio o di cazzeggio. Costretti a viaggiare in paranoia, pronti a scendere ad ogni divisa blu scura, ad ogni blocchetto in mano fosse anche quello di un sondaggista.

Anche per i possessori di biglietto valido, il viaggio non è sempre tranquillo, se ne contano a migliaia di tuffi in avanti verso la macchinetta convalidatrice per non farsi trovare in fallo, dal controllore appena salito.

Chi ha un biglietto e, non contento, convalida pure, è perché: o ha qualcosa da nascondere o perché i problemi fisici gli impediscono fughe rocambolesche e coraggiosi tuffi in avanti alla Cagnotto.

Il biglietto per queste carrette di strada sta raggiungendo quello di un pacchetto da 10 di Winston blu, con lo svantaggio che non si fuma, scade dopo un’ora e difficilmente ci attaccate bottone se lo offrite.

E allora cos’è che spinge queste persone a scegliere quest’infernale mezzo di trasporto?

Tutte senza altre alternative?

Tutte appiedate, senza motorini, macchine, biciclette o amici generosi?

No. E’ perché sugli autobus ci si innamora.

Sono amori fugaci, da una fermata e via. Non c’è un motivo, in autobus la gente è stressata, assonnata, sia all’andata che al ritorno, molti si isolano, leggono, ascoltano la musica, insomma non ci sono, non è certo un posto empatico l’autobus.

Eppure in autobus, ci si innamora, almeno io mi ci innamoro, spesso, almeno quando ci vado.

Si svolge in tre atti, come tutte le storie, anche quelle della vita.

Si aprono le porte, entra lei, la vedi, te ne innamori, ti immagini che voce abbia, che cosa le possa piacere, che tipo di personaggio sia.

Poi l’autobus si ferma, con quel dolce fischio di freni consumati che ti spaccano i timpani e tutti i voli pindarici. Lei esce e tutto finisce, forse è scaduto anche il biglietto.

Io mi innamoro in autobus, ma vado sempre in motorino.

Edoardo Romagnoli

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Italia – Brasile 4-2

 

Salvador De Bahia – Si sfidano in un campo blindato dall’esercito, Italia e Brasile, chi vince sfiderà l’Uruguay il 26 giugno a Belo Horizonte, ma soprattutto eviterà la Spagna.

Per la Fifa si sfidano l’ottava e la ventiduesima del ranking mondiale, ma quando i nomi in campo sono Balotelli e Neymar, si guarda poco alle classifiche e tanto al campo. Come testimoniano i 50mila spettatori accorsi all’Arena Fonte Nuova.

Hernanes-Balotelli

Hernanes-Balotelli

Il Brasile si presenta con un solo cambio dalla partita iniziale contro il Messico, Hernanes al posto di Paulinho, fermo per una caviglia traballante. L’Italia cambia tanto, rinunciando a Pirlo e De Rossi, non succedeva dal marzo 2011, dalla partita contro la Slovenia. Fuori Barzagli, Pirlo e De Rossi, squalificato, per Bonucci, Candreva e Diamanti.

Primo tempo. Brasile subito in avanti, non è ancora scoccato il primo minuto di gioco e già si contano tre occasioni da gol e due angoli per i verdeoro. L’Italia, che era crollata dopo 20’ contro il Giappone, sembra non aver recuperato e a poco sembrano servire gli innesti di Prandelli.

Il Brasile gioca sciolto, Neymar, Fred e Hulk si scambiano di posizione continuamente complicando ancor di più il lavoro in copertura sulle fasce di Abate e De Sciglio.

Per vedere un po’ di azzurro nell’aria di rigore brasiliana, bisogna attendere il 16’ quando Marchisio ruba palla ad Hulk e crossa per Balotelli che in corsa riesce solo a deviare alla destra di Julio Cesar.

Rimarrà l’unica occasione per l’Italia nel primo tempo.

Al 23’ Oscar ispira, di tacco, Neymar che, liberatosi di Abate, lascia partire un diagonale che si spenge alla sinistra di Buffon.

Un minuto dopo esce Montolivo, per trauma cranico, entra Giaccherini, l’Italia cambia ancora, Marchisio si sposta nei due a centrocampo, lasciando il posto al compagno di club.

Al 30’ si fa male Abate, entra Maggio al suo posto, per il terzino del Milan presunta lussazione alla spalla destra.

Passano solo due minuti e anche Felipe Scolari è costretto al cambio forzato: David Luiz si infortuna dopo uno scontro con Candreva, al suo posto entra Dante.

Il possesso palla è tutto di marca brasiliana. Al 46’ la punizione battuta da Neymar viene deviata di testa da Fred, il pallone, respinto da Buffon, finisce sui piedi di Dante che appoggia in rete.

Il primo tempo si conclude con il Brasile in vantaggio, meritatamente.

Secondo tempo. Il copione è sempre il solito, il Brasile attacca e l’Italia si difende. Oscar tira di poco fuori alla destra di Buffon.

Al 50’ rinvio di Buffon, colpisce di testa Aquilani, tacco al volo di Balotelli sulla corsa di Giaccherini che trafigge con un diagonale Julio Cesar.

Quello che non gli era riuscito a Ginevra, riesce a Salvador De Bahia.

Gli azzurri prendono coraggio, ma il pareggio, appena conquistato, dura solo cinque minuti, il tempo per Maggio di stendere Neymar al limite dell’area di rigore.

E’ il minuto 55 ed è proprio il gioiellino del Barcellona che si incarica di battere il calcio di punizione. Buffon battuto e palla all’incrocio dei pali.

Brasile 2 Italia 1, tutto da rifare.

La condizione dei ragazzi di Prandelli sembra essere migliore, non solo di quella del primo tempo, ma anche di quella vista fin ora. E questo non fa altro che dare fiducia agli azzurri.

Al 60’ Balotelli impegna J.Cesar su punizione che è bravo a deviare in angolo, sugli sviluppi del calcio da fermo, Balotelli cade in area trattenuto da Dante. L’arbitro non fischia.

E’ il 66’ quando Marcelo innesca Fred che batte Buffon, doppietta per l’attaccante del Fluminense, 3 a 1 per il Brasile.

Per vedere la reazione dell’Italia si dovrà attendere il 70’ dove sull’ennesimo calcio d’angolo, Aquilani tocca all’indietro per Chiellini che batte J.Cesar da pochi passi. 3 a 2, gli azzurri tornano a sperare.

All’80’ Maggio colpisce la traversa di testa, su calcio d’angolo di Candreva e tre minuti dopo, sempre Candreva, questa volta su punizione, appoggia per Balotelli che, da fuori area, spedisce la palla a fil di palo sulla sinistra del portierone brasiliano.

Proprio nel momento migliore dell’Italia, il Brasile colpisce.

E’ l’88’ quando Buffon respinge il tiro di Marcelo sui piedi di Fred che sigla la sua doppietta personale, un’azione che nasce da un presunto fallo a metà campo su Giaccherini.

Triplice fischio. Brasile 4 Italia 2. La Selecao aveva due risultati su tre, ma non si accontenta e vince. La condizione degli azzurri sembra in via di miglioramento, ma ancora siamo lontani sia dal Brasile sia dal prossimo avversario, escluso sorprese, la Spagna.

Era la partita di Neymar e Balotelli, ma se il primo ha segnato su punizione, prima di uscire anzitempo, il secondo ha latitato per gran parte della partita.

E’ stata la partita di Giaccherini, uno che in molti vedrebbero meglio fra i manifestanti in piazza che fra i campioni in campo. Uno che in campo c’è stato e ha dato tutto, mostrando alla squadra quali sono le ricette per battere avversari più forti di te. Uno che in campo, speriamo possa scendere ancora e non solo in maglia azzurra.

Edoardo Romagnoli

IL TABELLINO

ITALIA (4-2-3-1) Buffon; Abate (30’ Maggio); Bonucci; Chiellini; De Sciglio; Montolivo (25’ Giaccherini); Aquilani; Candreva; Diamanti (71’ El Sharaawy); Marchisio; Balotelli;

BRASILE (4-2-1-3) J.Cesar; D.Alves; T.Silva; D.Luiz (32’ Dante); Marcelo; Hernanes; Luis Gustavo; Oscar; Hulk (76’ Fernando); Neymar (68’ Bernard); Fred;

Arbitro: Ravshan Irmatov (Uzbekistan).

Marcatori: Dante (46’); Giaccherini (50’); Neymar (55’); Fred (66’); Chiellini (70’); Fred (88’).

Ammoniti: D.Luiz (B); Neymar (B); Marchisio (I); Luis Gustavo (B).

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