Il fallimento del maschio progresso

“Ci sono parecchie condizioni indispensabili per poter applicare la nozione di volontà generale. Due devono essere tenute particolarmente presenti. La prima condizione è che non vi sia alcuna specie di passione collettiva nel momento in cui il popolo prende la coscienza di una delle sue volontà e la esprime.

(…) La seconda condizione affinchè vi sia una volontà generale è che il popolo possa esprimere il suo volere rispetto ai problemi della vita pubblica e non operare soltanto una scelta tra persone.” (Simone Weil,”Senza partito”)

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L’8 Marzo, come tutti gli anni dal 1909 ad oggi, si è svolta la festa della donna.

In un tempo in cui siamo in cerca, di un premier, di un papa, di qualcuno che funga da guida, che si trasferisca nel faro e che da lì ci diriga, la mia sola speranza è che tra queste figure vi sia una donna, visto il fallimento del potere espresso dal maschio nella Storia.

12 marzo 2013 

Comincia il Conclave, il secondo del terzo millennio

12 marzo 1863

Nasce uno degli uomini italiani più influenti ed eclettici del suo tempo, Gabriele D’annunzio

12 marzo 1895

Nasce William Lee, il padre delle forze aviotrasportate americane, il generale di ferro

12 marzo 1909

Muore a Palermo per mano della mafia l’investigatore Joe Petrosino

12 marzo 1921

Nasce Gianni Agnelli

12 marzo 1922 

Nasce Jack Kerouack

12 marzo 1930

Mahatma Gandhi guida la marcia del sale verso il mare, 300 km di protesta contro la Corona e il suo governo

Insomma in tutti i 12 marzo sparsi nella storia c’è un uomo, intendiamoci non è che nascessero o morissero solo uomini è che le donne sono sempre state una maggioranza silenziosa, inascoltata.

Una minoranza che lì dove aveva soddisfatto le sue necessità primarie, lì decise di lottare e lottando guadagnarsi un posto a sedere, fra gli uomini, nelle prime file della storia.

C’è una parola che rincorriamo nella cronaca quotidiana: “crisi”.

Sembra esserci una crisi totale nella quale la parte economica rappresenta solo la punta dell’iceberg.

Se la logica mi supporta, se ha ancora un senso, allora potremmo dire che se un sistema di regole esiste e, al di fuori di esso, difficilmente si può sperare in una convivenza pacifica e comprensiva dei diritti fondamentali di tutti gli individui, questo sistema deve avere un comando, un architetto che lo ha disegnato, che lo ha ideato, magari più d’uno.

E’ difficile pensare che questa giungla di norme, regole e procedure si sia eretto da sola, autonoma da coloro i quali la abitano.

Questo sistema di cose è il risultato di milioni di mani che hanno contribuito, nel bene o nel male, allo sviluppo, almeno in parte, della nostra storia.

Diciamo pure che questa situazione ha molti colpevoli, alcuni polvere già da tempo.

Ma cosa ha in comune tutta questa espressione di potere? Gli uomini, badate bene non l’uomo generalmente inteso come essere umano, ma l’uomo, il maschio.

Il potere, espressione maschia per eccellenza, è stato così poco esercitato dalle donne che le volte in cui è successo si è trovato a travestirsi con un paio di pantaloni, pur di non trovarsi inadatto.

Ecco forse questa mancanza di femminilità, questa deficienza di donne al potere ci ha privato di qualcosa di cui oggi potremmo aver bisogno o forse no.

Oggi a Roma piove. Bella la pioggia. Vediamo che porta.

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