L’iphone. A cavallo fra utilità e futilità.

“Giornata deprimente, il mio compleanno” Andy Warhol

UN COMPLEANNO E LA STORIA DI UN BENE DI LUSSO CHE CERCA GIUSTIFICAZIONI NELL’UTILITA’.I-phone 5

Il 29 di Novembre è arrivato puntuale il giorno del mio compleanno e non so se, fedelmente a 24 anni fa o no, ma ha piovuto tutto il tempo.

Dicono che porti bene, ma continuo a preferire il “soleggiato”.

PREMESSA.

Sono cresciuto negli anni ‘90, l’epoca di tante cose, ma qui voglio ricordarne solo tre: la televisione commerciale, la Nike e il marketing pubblicitario aggressivo.

Ergo: faccio parte della generazione capostipite dei lobotomizzati da pubblicità.

Di quelli che si trovano in macchina a canticchiare i jingle degli spot mentre si chiedono dove l’abbiano mai sentita quella musichetta infernale studiata apposta per non essere dimenticata.

In una delle prime generazione bombardata a tappeto da una delle più potenti strategie commerciali conosciute al tempo, mentre l’ultimo muro dell’Europa stava crollando, dando inizio ad un lento, ma inesorabile processo di unificazione dei mercati.

Il decennio del capitalismo senza frontiere, di pionieristiche strategie di mercato sfrenate, di gente come Philip Hampson Knight, ex amministratore delegato della Nike, l’uomo che diceva: “Vendiamo un marchio, non un prodotto.”

Negli anni che Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, chiamava “i ruggenti anni ’90”.

Date le premesse e il fatto che possiedo un Nokia mattoncino del 1946 potete ben capire che cosa mai abbia potuto avere in mente per il mio compleanno. Un I-phone.

La mia prima sfortuna è che proprio in queste settimane è uscito il nuovo

I-phone 5, prezzo di listino:

a)729,00 euro per il modello da 16 Giga;

b) 839,00 euro per il modello da 32 Giga;

c) 949,00 euro per il modello da 64 Giga;

Capirete bene, non è che avessi una gran voglia di lasciare anche solo 729,00 euro sul bancone dell’Apple Store del centro commerciale “I Gigli” di Campi Bisenzio, con tutto il bene che posso volere all’economia locale.

Così mi sono diretto verso uno di questi megastore, dove c’è un po’ di tutto e dove ogni aggeggio elettronico, anche il più inutile, ha l’aria di essere indispensabile, non chiedetemi per quale strana ragione, azzardando direi la cura nella presentazione, ma la ritengo troppo semplicistica come motivazione.

Ero dentro da pochissimo e subito mi sono diretto dalla signorina della Vodafone, così per simpatia. Una simpatia che è durata il tempo di questa discussione:

–       Sì Buonasera, guardi io stavo cercando delle promozioni per prendere un Iphone. Sa di quelle tipo 20 Euro al mese ti diamo questo poi questo e questo…e il telefono.

–       Sì certo la Vodafone le propone un convenientissimo pacchetto “All inclusive” per soli 49 euro al mese per 30 mesi, le diamo 400 minuti di chiamate, 400 messaggi, e 2 Giga di Internet da sfruttare mensilmente.

–       1500 euro?! Mi pare un po’ tanto per un cellulare.

–       Non 1500 euro, bensì 49 euro al mese per 30 mesi.

–       …

–       Ma scusi ma lei non spende 50 euro mensili di ricarica? Noi con 49 le diamo anche il telefono.

Me ne sono andato con il dubbio di dove avesse il fidanzato, la signorina della Vodafone, per spendere 50 euro al mese tutti i mesi di cellulare. Mi aveva talmente sconvolto che avevo dimenticato da subito la clausola del ” e se perdi il cellulare lo continui a pagare”, oltre all’oppure che veniva subito dopo, ” oppure puoi spostare il tuo piano tariffario su un altro telefono, prendendo però la tariffa più alta per tot mesi ecc..”.

Ho passato un’intera giornata a girovagare fra operatori telefonici e negozi di telefonia e l’unica cosa che ho capito è che sembra una giungla fatta di depliant, di trappole nascoste fra le righe di discorsi allettanti ed economici solo all’apparenza e che in qualche modo sono riusciti a far diventare sconveniente anche prendere i modelli vecchi, oltre a farli diventare obsoleti cambiando poche pedine nel circuito chiuso della Apple.

E sempre, in tutti i casi, si parte da un dato di fatto: l’iphone è un’esigenza, con tutte le conseguenze logiche del caso.

Parlando con un mio amico, giusto ieri sera, gli ho chiesto:

–       Ma secondo te l’I-phone è utile o no?

Lui mi ha risposto: “ Una volta che ce l’hai diventa una dipendenza.”

Mi ha fatto venire alla mente l’immagine di un tossico che cerca di smettere, è proprio questo che mi fa paura di questi nuovi prodotti tecnologici.

Sono beni di lusso che vengono, presentanti e giustificati al pubblico come gli ultimi ritrovati della tecnologia moderna, gli strumenti migliori, i più funzionali atti a migliorarci la vita.

Quelle che nascondono, sotto le poche utilità vere, sono una marea di futilità, di prodotti utili solo a creare bisogni superflui che una volta soddisfatti diventano indispensabili.

Ultima considerazione: Se devo spendere 1500 euro per un telefono, devo almeno sperare che l’utilità di quel telefono, non dico me ne faccia guadagnare altrettanti, ma che almeno me ne faccia risparmiare una cifra simile.

Secondo una logica antica quanto “Il Capitale”, bisogna capire dove pendono i piatti della bilancia nello scambio commerciale fra il valore d’uso, ossia l’utilità dell’I-phone, e il valore di scambio, cioè il suo prezzo.

Ecco perché, per ora, mi tengo il mio Nokia mattoncino.

Edoardo Romagnoli

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