52. Cristiano

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

20171212_170948(0)673006732.jpg

Cristiano, tradizionalista

Mangerò, mi intratterrò a parlare con tutta questa gente mai vista, sarò cordiale anche con quelli che vedo solo per Natale, anche con quella vecchia che continua a chiamarmi Alessandro, brinderò con voi, come ogni anno, ma giuro che questo sarà l’ultimo. Spero solo che quando scarterete il mio pacco vada tutto come deve andare. Chiedo solo questo, che sia l’ultimo Natale.

Contrassegnato da tag ,

51. Ester

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

presa_elettrica

Ester, persa di vista

Ricordatevi che le storielle da Darwin Award che vi raccontate per divertirvi hanno un protagonista. Ricordatevi che la vita è corta, ma lo può essere ancora di più, che anche una cosa grande si può perdere. Prendete me che avrei potuto vivere un secolo, magari meno. Io che forse ho solo dovuto scontare una longevità precedente. L’unica consolazione è che anche in poco tempo si possono imparare tante lezioni inutili. Ho capito che la nostra vita non è nelle nostre mani, non sempre, quasi mai, che si può morire anche da piccoli, perché persi di vista in quella fase curiosa che ti porta a toccare tutto con mano, a infilare le dita nella presa elettrica, si può morire anche così. Folgorata.

Contrassegnato da tag , , ,

E-cig. Tutto quello che dovete sapere

riccardo-polosa

Dott. Riccardo Polosa, Università di Catania

Sulle sigarette elettroniche si sono spese tante parole, ma ancora è stata fatta poca chiarezza. Con una certa regolarità escono notizie contrastanti: sono meno dannose delle sigarette tradizionali perchè evitano combustione e sostanze chimiche, sono più dannose delle bionde normali perchè la vaporizzazione delle sigarette elettroniche favorirebbe la formazione di formaldeide, una sostanza più cancerogena del tabacco, sono sì meno dannose, ma non sono esenti da rischi per la salute. Insomma mentre il numero di svapatori cresce l’orizzonte delle e-cig si fa sempre meno chiaro, fra proposte di legge per aumentare il prezzo delle ricariche liquide e sospetti di tossicità. Così ho deciso di chiarirmi le idee intervistando il professor Riccardo Polosa, ordinario di Medicina interna dell’Università di Catania, che risulta essere l’autore più produttivo e autorevole nel panorama scientifico internazionale grazie alle sue ricerche nel settore e-cig.

1 – Perché le ricerche sulle e-cig portano spesso a risultati contrastanti?

 Innanzitutto, perché la metodologia della ricerca viene impostata in modo erroneo e poi anche perché gli approcci alla interpretazione dei risultati non sono uniformi. Inoltre, esistono interessi contrastanti nella gestione del sapere scientifico e delle sue ricadute sui percorsi decisionali. Ad esempio, molti degli studi che evidenziano rischi per le e-cig sono condotti su modelli animali o in vitro e tuttavia gli studi clinici non confermano queste preoccupazioni, anzi evidenziano chiari benefici per coloro che svapano regolarmente in sostituzione delle sigarette.

2 – Che interesse ci sarebbe da parte delle multinazionali del tabacco a boicottare le e-cig visto che sono già entrate nel mercato delle sigarette elettroniche?

 Si vendono e si venderanno sempre meno sigarette e per cercare di stare al passo coi tempi le multinazionali del tabacco devono trasformarsi. Ecco che le e-cig, così come i prodotti a tabacco riscaldato, rappresentano per le multinazionali una opportunità di diversificazione del loro tradizionale business model. E con buone opportunità di profitto. Inoltre, questi prodotti di nuova generazione sono molto meno dannosi per la salute rispetto alle sigarette e per via di questo le multinazionali sembrano riscattarsi in termini di immagine, rivestendo anche un ruolo positivo in termini di impatto sulla salute pubblica come sta già avvenendo in Giappone dove l’introduzione dei prodotti a tabacco riscaldato ha determinato una impressionante riduzione del tabagismo in quel paese.

3- L’anno scorso dopo il Cop7 a Nuova Delhi l’OMS ha dichiarato le e-cig, nonostante il parere del Comitato scientifico, dannose come le sigarette tradizionale, salvo poi fare marcia indietro. Come si spiega questo passaggio confuso da parte di una istituzione come l’Organizzazione mondiale della Sanità?

 In quei giorni è stato tutto poco chiaro. Molti dei dati che alcune delegazioni avevano presentato sugli effetti positivi delle sigarette elettroniche non sono stati ne considerati ne tantomeno discussi. Al momento della discussione riguardante le e-cig, le porte del COP 7 sono state chiuse agli esperti, ai giornalisti e al mondo intero comportando una vergognosa mancanza di trasparenza. In quei giorni, io e altri scienziati avevamo sollecitato l’OMS con una lettera aperta ad una maggior controllo sulle manovre di alcune delegazioni di paesi con nessuna esperienza sul tema che avrebbero voluto forzare l’agenda del COP7 e imporre il proibizionismo per i prodotti da svapo su tutti gli altri paesi. Dopo i nostri interventi, quando tutto è stato più chiaro, l’OMS ha deciso di aprirsi all’ascolto cambiando poi inevitabilmente e ragionevolmente la sua posizione sulla questione sigarette elettroniche.

E-cigarette

4- Che differenze ci sono, a livello di danni al fisico, tra i liquidi senza nicotina, i cosiddetti aromi, e quelli con nicotina?

La nicotina è una sostanza psicostimolante che ai dosaggi comunemente assunti non rappresenta un pericolo per la salute. Come precisato anche dall’FDA americana – la nicotina non è cancerogena e non provoca danni ai polmoni. La maggior parte dei fumatori fuma per gli effetti positivi della nicotina (di solito per far fronte a stress, ansia, rabbia e depressione o per migliorare la capacità di attenzione e cognitiva), ma muore per gli effetti dovuti alla continuata esposizione ai prodotti di combustione del tabacco. Il vero problema non è la nicotina, ma il cocktail di migliaia di sostanze tossiche e cancerogene che si liberano nel corso della combustione e che causano malattia e morte. C’è un consenso nascente nel campo della scienza e della salute pubblica per la confermata sicurezza della nicotina nei dosaggi presenti nei prodotti di nuova generazione “combustion-free” (es. prodotti da svapo e prodotti a tabacco riscaldato).

5- Secondo uno studio dell’University of North Carolina Chapel Hill pubblicata sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, le e-cig aumenterebbero il rischio di malattie respiratorie nei soggetti con bronchiti croniche, broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma. Addirittura aumenterebbero anche la concentrazione di alcune proteine al di fuori del polmone, associate alla morte delle cellule dei tessuti che collegano i vasi sanguigni e gli organi. Alterazioni che possono avere a che fare con lo sviluppo di malattie infiammatorie sistemiche, come il lupus, le vascoliti e la psoriasi. Cosa ne pensa?

Tutto questo è ridicolo. Si tratta dell’ennesima ricerca di scarsa qualità metodologica che tende a enfatizzare rischi con impatto minimo o nullo sulla salute umana e con scarsa considerazione dei potenziali benefici del vapagismo. Inoltre lo studio in questione non tiene conto di diversi importanti fattori di confondimento. Le prove a sostegno della ipotesi di lavoro degli autori statunitensi si sono appalesate a casaccio nel corso dello studio e non ci sono evidenze per una riproducibilità di questi risultati. Diversi studi clinici e sondaggi indipendenti hanno dimostrato che passando dal tabagismo al vapagismo non solo non si danneggia il polmone, ma si creano le condizioni per un miglioramento sostanziale della salute sia a livello polmonare che generale.

6- Uno studio guidato da Holly Middlekauff della David Geffen School of Medicine pubblicato sul Journal of the American Heart Association ha associato l’utilizzo della sigaretta elettronica ad un aumento di adrenalina a livello cardiaco. Esiste davvero questo rischio?

Non esiste alcun rischio. Questo studio conferma che la nicotina è un farmaco simpaticomimetico e pertanto si prevede che la sua inalazione inneschi l’attività del sistema nervoso simpatico (attraverso il rilascio di adrenalina) aumentando così la frequenza cardiaca, la contrattilità miocardica e la pressione sanguigna. Stessi risultati sono stati riportati dopo l’assunzione di caffè o esercizio acuto (entrambi noti per stimolare l’attività del sistema nervoso simpatico). L’aumento acuto dell’attività del nervo simpatico dopo il consumo di nicotina in individui sani è una normale risposta fisiologica che non ha valore prognostico.

7- Ci farebbe un suo bilancio sui rischi e i vantaggi dell’utilizzo della e-cig in relazione alle sigarette tradizionali?

Certamente. Partiamo da una considerazione che ritengo centrale ai fini della mia risposta. La combustione del tabacco produce migliaia di sostanze tossiche e centinaia di potenziali cancerogeni. Queste sostanze sono per lo più assenti o – se presenti – in concentrazioni di gran lunga inferiori nell’aerosol prodotto dalle e-cig e da altre tecnologie che non bruciano il tabacco. Alcuni esperti stimano che le e-cig siano per il 95% meno dannose rispetto alle sigarette convenzionali. Questa stima è stata confermata da autorità sanitarie serie e rispettabili come il Royal College of Physicians e il Public Health England. Ma – anche relativamente alla percentuale del 95% – si sono registrati forti dissensi tra gli esperti. Tuttavia, la questione fondamentale non sta nella precisione del dato percentuale, ma nel fatto che i prodotti che vaporizzano i liquidi contenenti nicotina sono indubbiamente molto meno pericolosi dei prodotti che prevedono la combustione del tabacco. Inoltre, è stato dimostrato che il passaggio dal tabagismo al vapagismo arresta o riduce il danno fumo correlato in particolare nelle popolazioni vulnerabili come quelle dei fumatori ipertesi, con malattie respiratorie croniche, e affetti da schizofrenia.

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

50. Valerio

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

11008648_581028742038287_929535042799320451_o

fonte: incontroallaspina.com

Valerio, il terrorista

Quando cammino di notte per la strada cerco di assumere una posa cattiva, allungo la falcata del passo, allargo le spalle e metto il broncio. Lo faccio perché sono convinto che chi non terrorizza si ammala di terrore, come diceva una vecchia canzone.

Sentivo il rumore dei passi negli spazi di silenzio fra una macchina e l’altra, ma non volevo voltarmi. Pensavo che se mi fossi voltato avrei dato un segno di debolezza e il mio aggressore avrebbe iniziato a correre per raggiungermi e io, ancora con il collo girato, non avrei avuto lo scatto necessario per sfuggirgli. Così cercai di assumere una posa cattiva, talmente cattiva che avrebbe dovuto capirlo da lì dietro, senza neanche bisogno di vedere il broncio che avevo già messo sulla faccia. Allungai la falcata, allargai le spalle e inizia a scalciare ogni quattro o cinque passi che facevo. Ero talmente carico che per lunghi attimi mi dimenticai il motivo per cui avevo iniziato quella pantomima, fino a quando il motivo non mi sorpassò, mani in tasca e berretto di lana, fino a precedermi stabilmente di una decina di passi. Logica avrebbe voluto che mi sgonfiassi, rilassassi il corpo per continuare a godere di quella passeggiata, invece lo puntai. Iniziai una rapida risalita per diminuire la distanza che ci separava, respiravo con affanno anche solo per mettergli un pò d’ansia, lui non mi sentì fino a quando non gli arrivai due passi dietro le spalle. A quel punto si girò, tirò fuori un coltello e me lo conficcò in gola, poi iniziò a correre, senza dire una parola.

Contrassegnato da tag , ,

49. Luisa

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

3761572816_ea36719647_b

Luisa, la distratta

Correvo inseguendo la vita, inciampai incontrando la morte.

Contrassegnato da tag ,

47. Gian Piero

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

Schermata 2017-11-19 alle 12.23.56

Gian Piero, l’ultima occasione

Dopo una carriera lunga, costellata di lavoro e orfana di vittorie, Gian Piero ebbe finalmente la sua occasione. E forse la voglia di riscatto o quella di vittoria o magari entrambe lo spinsero ad accettare, immaginando un nuovo capitolo della sua lunga storia, magari un record.

 

Contrassegnato da tag ,

46. Riccardo

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

Unknown

Riccardo, smarrito

Uscì di casa che non aveva ancora 30 anni, disse che doveva andare a trovare un amico, non tornò più. Sei mesi più tardi dopo, rovistando fra le sue cose, trovai una frase scritta sopra uno scontrino.

L A  C R U D E L T A’  D E L L ‘ E S I S T E R E

E’  I N  Q U E L L ‘ E S E R C I Z I O  U N I V E R S A L E

D E L  C O N T I N U A R E  A  S O P R A V V I V E R E

S E N Z A  P O T E R S E L O  S P I E G A R E

 

 

45. Sonia

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

3

Sonia, l’aristocratica

Lo rifiutai per vezzo, me ne pentii tutta una vita.

Contrassegnato da tag ,

44. Giuseppe

Una storia, corta o lunga che sia, una storia a settimana fino alla fine dell’anno. Una raccolta dal titolo cupo, ma che ben descrive certe scelte che ogni giorno prendiamo e le loro conseguenze, da cui spesso è difficile venire fuori indenni.

20171026_1031081601322545.jpg

Giuseppe, cacciatore di opportunità

“I maltesi sono ritardati perché si sposano fra cugini. All’inizio quando me lo dicevano ridevo, ma adesso ho capito che non era una battuta”

Camminiamo per le vie di San Giljan, a Paceville, fra i locali che si stanno rifacendo il trucco per la sera, cercando di scansare rigagnoli gonfi di acqua e sporcizia. Questo è il quartiere della movida dove gli under 30 di tutta Europa vengono a scatenare i peggiori istinti con la scusa di imparare l’inglese, rovinando quel poco di reputazione nazionale che alcuni stati conservano a fatica. Tanti anche gli inglesi che evidentemente non avendo bisogno di ripassare la lingua non ho ancora ben capito che ci stiano a fare.

Sono stato anche io uno di quei turisti minorenni da assalto. Sono passati 13 anni, ma ricordo tutto, anche la strada per arrivare dalla spiaggia alla scuola di lingue dell’EF.

“Lo sai come lo chiamano qui l’EF? Easy Fuck”. Ne capisco il senso, ma nei miei ricordi su quest’isola fra entusiasmanti calcetti, sbronze immaginarie col Bacardi e biancheria lavata nei bidet non trovo nessuna immagine di me che mi accoppio. Però sono sicuro che non sia andata a tutti nello stesso modo.

La mia guida abita qui da più di un anno, si è trasferito per lavoro, ma sta già meditando di andare via: “Il fatto è che quest’isola è piccola, dopo un mese già l’avevo vista tutta”. Già Malta è piccola, ma almeno ha una dimensione vivibile: ”No, quest’isola è piccola e piena di problemi. Uno su tutti? Il traffico. Ho dovuto vendere la macchina per il traffico che c’è, mi sono comprato una moto usata.” Non ricordavo avesse la patente per la moto. “No infatti non ce l’ho, ma quando sono andato a fare i documenti per l’assicurazione mi hanno detto che non c’era nessun problema. Diciamo che i maggiori business di quest’isola sono l’assenza di regole rigide e tasse bassissime. Ecco perché qui hanno sede tantissime società, soprattutto di gaming.”

Assaggio una di quelle specie di capperi con il gambo lungo e credo che le prime conquiste fatte siano le più faticose da raggiungere e da mollare. Il vento d’autunno spazzola la spiaggia, ma se scattassi una foto si vedrebbe solo il sole. Non ho ancora detto una parola, mi aggiusto sulla sedia, sorseggio la Cisko e mi lascio convincere che sia normale alla fine costruirsi una comfort zone, un orto da coltivare che non ci sfamerà mai, che non ci potrà mai appagare; destinati a invidiare quelli dei vicini, quelli immaginifici.

 

 

Contrassegnato da tag , ,